Appunti di un viaggio

La città in cui cresce Iuliano è la Torino industriale e lavorativa con molti difetti ma con il pregio di aver avuto la forza di rivoluzionare il suo status di città legata all’industria dell’automobile, spostando la sua memoria culturale da una dimensione di “memoria pesante” dell’acciaio, del ferro, del carbone a quella di una città industriale che guarda all’innovazione. È l’apertura alle novità della tecnologia a fare di Torino una città di sperimentazione, di ricerca e di cambiamento (negli esempi di Pininfarina e Giugiaro), cambiamento esemplificabile nella simbolica architettura del Lingotto, passato da luogo industriale a luogo di cultura.

Torino è una città dalla memoria fortissima, solidissima, fisica ed emotiva del materiale: dall’acciaio e dal ferro nascono l’automobile e la città. Enrico Iuliano ci lavora e pone le fondamenta del suo lavoro da questo tessuto del suo vissuto quotidiano, senza creare un doppio artificioso del reale. Il materiale conserva la memoria sporca dell’uso degli oggetti e della loro funzionalità che, per mezzo di una mano creativa, diventano oggetti dal forte connotato simbolico.

Gianluca Marziani

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