L’installazione nel bosco della Sila è composta da due elementi separati ma complementari. Scrivania e sedia sono disposte nello spazio, nella piazzola recintata, come presenze in una stanza ideale dedicata alla poesia e alla scrittura.
Un pennino stilografico di acciaio inox lucidato a specchio, esageratamente ingrandito nelle sue dimensioni, solca la fiancata ed il piano della scrivania, anch’essa in acciaio inossidabile, lasciando un segno di scrittura che cancella, che sottrae invece di aggiungere. Da sempre il bosco ha ispirato fiabe e racconti di ogni tipo, ha offerto suggestioni e spunti per la letteratura. La scrivania diventa un fermo immagine tridimensionale, un frame di quel momento preciso in cui si forma l’idea e nasce il racconto. La sedia, distante dalla scrivania, guarda in direzione del mar Tirreno e di Torino (casa mia 988,22 km in linea d’aria e 315,46°) e nella parte alta dello schienale la frase sono uscito a cercare l’orizzonte torno subito, forata nella lamiera, rompe idealmente la visione di verticalità assoluta, propria del bosco, suggerendo l’immagine di uno spazio prevalentemente orizzontale. La superficie metallica in acciaio si pone a contrasto con i toni bruni del bosco, degli alberi e del terreno. Ho scelto quello di tipo inossidabile proprio per mantenere inalterata nel tempo la presenza di questi due componenti. Troviamo in questa installazione elementi del mio lavoro già utilizzati in precedenza e che vengono affiancati, reinterpretati, declinati ed adattati ad un contesto spaziale preciso. Il contesto è ovviamente quello del bosco della Sila, ma anche quello di questa zona della Calabria, terra di origine dei miei genitori e dei loro avi, a pochi chilometri di distanza da qui. La sedia guarda nella direzione della città in cui vivo e che sicuramente ha costituito, in passato, un orizzonte possibile per molti che da queste terre sono andati via. Questo è il mio valore aggiunto all’opera, senza retorica.
Enrico Iuliano, giugno 2025










