Ayutthaya 2562

...Iuliano accosta materiali e pratiche costruttive di altre civiltà lontane, come nel caso dell’installazione Ayutthaya 2562, dove il mattone artigianale utilizzato per il restauro degli antichi templi buddisti thailandesi viene fatto riprodurre dall’artista in sedici esemplari. Essi formano una sequenza che simula un movimento di caduta a cui tuttavia si oppone il percorso inverso della lettura, che ricompone idealmente la struttura del tempio.

Emanuela Termine

Dal nome di uno dei primi regni thailandesi dell’antico Siam, nasce il titolo di questo nuovo lavoro dell’artista, esposto per la prima volta negli spazi del MEF. L’anno buddista 2562 corrisponde al nostro 2019, anno di nascita dell’opera. L’elemento costitutivo del lavoro si riferisce alla forma e alle dimensioni dei mattoni originali usati oggi per ricostruire le rovine dei templi di Ayutthaya. Iuliano immagina il crollo di una di queste architetture, che invece di precipitare a terra e distruggersi rimane misticamente sospesa, delineando nell’aria “Un’idea di scultura”.

Corinna Conci